Consumo energetico , L'efficienza energetica

L'accordo sull'energia elettrica è fallito L'approvvigionamento è sicuro?

I negoziati con l'Unione Europea per un accordo sull'energia elettrica sono falliti. Soprattutto nei mesi invernali questo può causare carenze energetiche che, nel peggiore dei casi, ci possono lasciare al freddo. Qui spieghiamo cosa è successo esattamente e cosa possiamo fare per uscire da questa situazione.

Nella seduta del 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha stabilito che ci sono troppe differenze tra l'UE e la Svizzera sul contenuto di un accordo istituzionale a cui l'UE dal 2012 ha subordinato i nuovi accordi di accesso al mercato. Di conseguenza a breve e medio termine l'accordo sull'energia elettrica non si realizzerà.

Poiché il Consiglio federale vede comunque degli interessi comuni, occorre dialogare con l'UE per trovare una soluzione. Inoltre il Dipartimento federale di giustizia e polizia è stato incaricato di verificare come è possibile stabilizzare il rapporto bilaterale. Infatti le differenze indicate riguardano interessi essenziali per la Svizzera, come il recepimento della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE nell'Accordo sulla libera circolazione delle persone, il recepimento dinamico del diritto nell'ambito degli accordi di accesso al mercato e l'istituzione di una procedura di composizione delle controversie per mezzo di un tribunale arbitrale.

Viene in soccorso il Consiglio federale

Come reazione il 18 giugno 2021 il Consiglio federale ha varato la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. In questo modo si punta a rafforzare il potenziamento delle energie rinnovabili indigene e la sicurezza di approvvigionamento, in particolare nei mesi invernali. Viene istituito anche un quadro giuridico che garantisce sicurezza pianificatoria e incentivi agli investimenti per la produzione di elettricità da energie rinnovabili e la loro integrazione nel mercato.

Gli attuali strumenti di promozione sono prorogati fino al 2035 e strutturati in modo più aderente al mercato. Il sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità giunto al termine viene sostituito da contributi d'investimento, con lo scopo di ridurre l'onere amministrativo e di incrementare la produzione. Inoltre saranno messi a disposizione più mezzi finanziari per i grandi impianti idroelettrici.

Per garantire l'autosufficienza dell'approvvigionamento in Svizzera anche dopo l'abbandono del nucleare, entro il 2040 è necessario un incremento di 2 TWh della produzione di elettricità neutrale sotto il profilo climatico, anche in inverno. A tale scopo si vuole, da un lato, costruire grandi impianti ad accumulazione, dall'altro istituire riserve strategiche.

L'apertura del mercato elettrico rafforza la produzione di elettricità a partire dalle fonti rinnovabili. Essa consente modelli commerciali innovativi, integrando così meglio l'elettricità rinnovabile nel mercato e fornendo ai produttori di energia elettrica delle libertà importanti sotto il profilo economico.

Il sostegno dei vecchi amici

Il 1° dicembre 2021 si è tenuto il Forum pentalaterale dell'energia a Bruxelles. Si tratta di una piattaforma per la cooperazione transnazionale su base volontaria di Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria e Svizzera che serve da apripista per la definizione del sistema elettrico ed energetico in Europa.

In quest'occasione è stato firmato un "Memorandum of Understanding" volto a prevenire la crisi nel settore dell'elettricità. In questo modo è stata spianata la strada alla futura cooperazione tra i Paesi aderenti al Forum nell'ambito della prevenzione della crisi nel settore dell'elettricità e per lo sviluppo di misure di solidarietà – e così anche noi possiamo sentici più sicuri.

Trovare un equilibrio

La cooperazione internazionale è importante e in futuro, soprattutto per le questioni relative all'energia, lo sarà ancora di più: non è più il tempo di procedere da soli. Occorre tuttavia soppesare accuratamente i pro e i contro e trovare un equilibrio se vogliamo mantenere la nostra sovranità nazionale.

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