Informazioni di mercato Prezzi del petrolio in aumento dopo l’inasprimento della linea USA contro l’Iran
A spingere il rialzo è stato l’annuncio degli Stati Uniti di voler ripristinare il blocco navale sulle forniture petrolifere iraniane.
Ad alimentare l’incertezza sui mercati contribuiscono inoltre le ipotesi di nuove tariffe di transito per le navi nello Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che il blocco tornerà in vigore, mentre il comando militare americano competente ha segnalato la presenza di zone interdette nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e nel settore settentrionale del Mar Arabico.
A rendere il quadro ancora più teso si aggiunge l’incidente che ha coinvolto due petroliere degli Emirati Arabi Uniti, colpite — secondo fonti ufficiali — da missili da crociera iraniani durante il passaggio nello Stretto di Hormuz. L’attacco avrebbe provocato morti e feriti, oltre a gravi danni a entrambe le imbarcazioni. Il traffico marittimo nell’area risultava già in forte calo nelle ultime settimane.
Già nella seduta precedente i prezzi del petrolio avevano registrato un marcato aumento, dopo che l’Iran aveva annunciato l’intenzione di mantenere chiuso fino a nuovo ordine lo Stretto di Hormuz in risposta a nuovi attacchi statunitensi.
Anche su altri fronti la tensione resta elevata. I ribelli Houthi nello Yemen hanno dichiarato conclusa la fase di de-escalation con l’Arabia Saudita. Nel frattempo, l’Ucraina ha denunciato attacchi contro petroliere e traghetti russi nel Mar d’Azov. Sullo sfondo, i ministri dell’Energia dell’UE stanno ancora discutendo un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia.
A rendere il quadro ancora più teso si aggiunge l’incidente che ha coinvolto due petroliere degli Emirati Arabi Uniti, colpite — secondo fonti ufficiali — da missili da crociera iraniani durante il passaggio nello Stretto di Hormuz. L’attacco avrebbe provocato morti e feriti, oltre a gravi danni a entrambe le imbarcazioni. Il traffico marittimo nell’area risultava già in forte calo nelle ultime settimane.
Già nella seduta precedente i prezzi del petrolio avevano registrato un marcato aumento, dopo che l’Iran aveva annunciato l’intenzione di mantenere chiuso fino a nuovo ordine lo Stretto di Hormuz in risposta a nuovi attacchi statunitensi.
Anche su altri fronti la tensione resta elevata. I ribelli Houthi nello Yemen hanno dichiarato conclusa la fase di de-escalation con l’Arabia Saudita. Nel frattempo, l’Ucraina ha denunciato attacchi contro petroliere e traghetti russi nel Mar d’Azov. Sullo sfondo, i ministri dell’Energia dell’UE stanno ancora discutendo un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia.