Informazioni di mercato Aumento dei prezzi del petrolio: conflitto in Medio Oriente e crisi dello Stretto di Hormuz pesano sui mercati
I prezzi del petrolio sono aumentati per il terzo giorno consecutivo martedì, a causa dell'escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha intensificato le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.
"Con la chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz e la minaccia alle infrastrutture energetiche regionali da parte dell'Iran, i rischi di un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio restano elevati", ha dichiarato Tony Sycamore, analista di mercato di IG. Lunedì, la guerra aerea tra Stati Uniti, Israele e Iran si è intensificata: Israele ha attaccato il Libano, mentre l'Iran ha risposto con attacchi alle infrastrutture energetiche nei paesi del Golfo e alle petroliere nello Stretto di Hormuz. Le petroliere e le navi portacontainer stanno evitando la zona, poiché le compagnie assicurative hanno ritirato la copertura, facendo aumentare i costi di trasporto di petrolio e gas a livello globale. I media iraniani hanno riportato che un alto rappresentante delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato lo Stretto di Hormuz chiuso e ha minacciato di attaccare le navi che tentano di attraversarlo. Circa il 20% del flusso globale di petrolio e gas passa attraverso lo Stretto di Hormuz. "Il mercato rimane teso, dato il rischio di una ulteriore escalation in Medio Oriente", hanno dichiarato gli analisti di ING. La preoccupazione principale è che l'Iran possa attaccare ulteriori infrastrutture energetiche nella regione, causando interruzioni prolungate. Anche i futures sui prodotti raffinati sono aumentati significativamente, poiché il Medio Oriente è un fornitore chiave di carburante e le infrastrutture sono sempre più minacciate. L'Arabia Saudita ha chiuso lunedì la sua più grande raffineria in seguito a un attacco con droni.