Informazioni di mercato I prezzi del petrolio salgono dopo nuove minacce dall’Iran
I prezzi del petrolio sono aumentati nelle prime contrattazioni sui mercati asiatici. Il Brent è salito a circa 103 dollari al barile, mentre il greggio statunitense ha sfiorato i 90 dollari.
In precedenza, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva nuovamente minacciato attacchi alle forniture energetiche e alle infrastrutture nel Golfo Persico se gli Stati Uniti non avessero posto fine al blocco navale contro l’Iran. La minaccia arriva durante una fase di colloqui indiretti sul programma nucleare iraniano e su una possibile fine della guerra. Dopo un forte aumento nel fine settimana, il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz è tornato a diminuire.
Nel frattempo, secondo dati governativi preliminari, ad agosto la produzione britannica di idrocarburi liquidi è scesa al livello più basso degli ultimi 50 anni; sono diminuite anche le esportazioni di greggio.
In precedenza, l’attenuarsi dei timori per le forniture aveva fatto scendere i prezzi: l’Arabia Saudita sembra stia riprendendo le esportazioni di greggio dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo un’interruzione dovuta alla guerra. Una petroliera diretta in Corea del Sud dovrebbe seguire una rotta che evita gli attacchi della milizia Houthi all’ingresso del Mar Rosso.
Negli Stati Uniti, inoltre, il Dipartimento dell’Energia offre in prestito ulteriori quantità di greggio provenienti dalla riserva strategica. La misura rientra negli sforzi del governo per ridurre i prezzi del petrolio prima delle elezioni di metà mandato.
Nel frattempo, secondo dati governativi preliminari, ad agosto la produzione britannica di idrocarburi liquidi è scesa al livello più basso degli ultimi 50 anni; sono diminuite anche le esportazioni di greggio.
In precedenza, l’attenuarsi dei timori per le forniture aveva fatto scendere i prezzi: l’Arabia Saudita sembra stia riprendendo le esportazioni di greggio dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo un’interruzione dovuta alla guerra. Una petroliera diretta in Corea del Sud dovrebbe seguire una rotta che evita gli attacchi della milizia Houthi all’ingresso del Mar Rosso.
Negli Stati Uniti, inoltre, il Dipartimento dell’Energia offre in prestito ulteriori quantità di greggio provenienti dalla riserva strategica. La misura rientra negli sforzi del governo per ridurre i prezzi del petrolio prima delle elezioni di metà mandato.